L'Essere Umano nasce all'interno di un gruppo famiglia, all'interno di una casa dove abitano diverse persone e si sviluppa all'interno di gruppo di fratelli, cugini o amici dell'asilo, cresce all'interno del suo condominio e del suo quartiere...

Senza il sostegno di una pluralità di persone l'uomo non potrebbe  sopravvivere fisicamente: lo sanno bene le mamme dei neonati quanto è piacevole ricevere aiuto e sostegno nell'allevamento della prole.

E la crescita e lo sviluppo psicologico?

Si può dire che la capacità relazionale  parte da una diade con la madre per poi estendersi ad un triangolo che coinvolge il  padre ed altri membri della famiglia. Il gruppo si prende cura di noi e ci insegna.

La stessa cosa avviene nella gruppo di terapia: la privacy è custodita grazie all'intimita che si viene a creare,  la confidenza attraverso il dolore che si condivide,  la speranza attraverso la gioia di veder crescere i membri del gruppo.
Quello che spesso avviene come una vera e propria magica sorpresa è come il gruppo guarisce e cresce attraverso il lavoro di un solo membro. Accade che attraverso il racconto di un componente anche gli altri membri riescono ad apprendere le nuove consapevolezze e a  modificare il loro comportamento all'esterno.

Partecipare al gruppo di terapia porta grande entusiasmo ad accrescere la fiducia in se stessi e negli altri esseri umani.

Spesso si consiglia ai pazienti di concludere un percorso di psicoterapia individuale entrando almeno per un anno in una terapia di gruppo. Questo processo serve a consolidare tutto il cambiamento che è stato acquisito nella terapia individuale.

Attraverso il gruppo diventiamo  consapevoli di COME gli altri ci vedono e questo ci fornisce la possibilità di sostituire i comportamenti disfunzionali.

La terapia di gruppo a mediazione corporea ci permette non solo di parlare con gli altri ma anche di relazionarci con loro attraverso i gesti e il movimento. Il gruppo di pazienti è uno specchio amorevole.

Quindi si propongono degli esercizi e delle messe in scena in cui dopo poco tempo esce fuori il nostro essere abituale. (Il paziente è sempre libero di accettare o di rifiutare la possibilità di fare l'esercizio.)

Questa sequenza di movimenti o scene da interpretare ha molto impatto in quanto il paziente l'ha vissute in prima persona.

Lavoro in terapia di gruppo è ancora più potente della interazione che si viene a creare nella psicoterapia individuale.  Mentre un commento dello psicoterapeuta individuale il paziente potrebbe anche negare o rifiutare, un gesto, un movimento o un emozione che lui stesso ha vissuto davanti un piccolo gruppo di persone non la può rifiutare ma eventualmente là può accettare, a volte con il dolore a volte con commuovente consapevolezza.

Ecco cosa scrivono della loro esperienza nel gruppo di terapia i nostri pazienti:

Ci si sente meno soli in questo stato pieno di dubbi e paure e ci si riconosce nei percorsi altrui riscontrando i traguardi raggiunti e quelli ancora da raggiungere.

Piero 40 anni

Un'esperienza che ti permette di affrontare situazioni dolorose che sembrano insormontabili anche attraverso esercizi corporei esplorando i propri spazi in comune con gli altri.

Giovanni 39 anni

Spesso entro al gruppo con una grande chiusura verso il mondo ripromettendomi di non dire una parola. Ma c'è sempre qualcosa dell'altro che mi smuove dentro e mi rivitalizza e mi conferma che esserci è meglio che non esserci.

Mirko 34 anni

Un'esperienza che ogni essere umano dovrebbe sperimentare ed affrontare. Tutto questo riesce a toccare ogni corda del proprio io riuscendo a farla vibrare in armonia creando melodie meravigliose. Dopo anni di esperienza personale posso dire che sto imparando a conoscermi e ad accettare ciò che sono, che rappresento e dove sono nel mondo. Pertanto grazie a voi per la dedizione che mettete ogni giorno e grazie a me per l'impegno, il dolore, la fatica, le lacrime, lo sforzo immane fatto in tutto e per tutto questo tempo.

Eleonora 31 anni

La terapia mi ha salvato la vita nel momento in cui sentivo che ogni cosa stava andando a pezzi. Aspetto ogni appuntamento con molta trepidazione perché ho scoperto il piacere di conoscermi, analizzarmi, ad imparare a ballare con un diavolo sulle spalle.

Francesco 32 anni

Per me la terapia è confrontarsi con le proprie esperienze e portarle ai compagni a cui si porta la propria emozione e discutere della modalità e riflessione con il proprio momento. Liberi di esprimere con persone di cui si ha la certezza che tutto rimane tra compagni di viaggio di questa vita.

Vittorio 38 anni