LA PAURA DI VIVERE
dottoressa Marta Mariotti

 

L’importante

è lottare per vivere la vita,

per soffrirla, per goderla, perdere con dignità e armarsi di nuovo.

La vita è meravigliosa se non la si teme.

 

Charlie Chaplin

Il mio impatto con la bioenergetica, parte più o meno da qui.

All'epoca ero una studentessa di psicologia appassionata di sport e dedicai la mia tesi di laurea ad un fenomeno tutt'altro che da poco, la Nikefobia, o paura di vincere, osservata negli atleti con attività agonistica promettente.

Così il titolo del libro di Lowen “Paura di vivere” mi colpì per assonanza di suoni e di contenuti... e mi portò gradualmente in un livello più profondo ed intimo di considerare la questione.

Quello che Lowen osservava e descriveva con sottile dovizia di particolari era uno stile di vita a consumo ridotto.

  • Poco respiro,

  • poca reattività,

  • tono di voce flebile,

  • riduzione dello spazio occupato...

 i pazienti descritti sembravano vivere POCO, al minimo.
 

Se stimolati con un esercizio o con un'esperienza ad aumentare il loro livello di energia, seppur di pochissimo, la loro reazione primaria era di forte angoscia e di paura.
La paura di vivere, appunto.

Ad anni di distanza questo genere di reazione ha per me assunto un significato molto più nitido e sensato, seppur terribile.

La prima cosa da comprendere è che per quanto tutti vorremmo apportare dei cambiamenti alle nostre giornate e alla nostra vita, e alcuni più di altri soffrono profondamente per le proprie scelte e la propria quotidianità e desiderano sinceramente dei cambiamenti radicali, tendenzialmente il cambiamento è qualcosa che terrorizza.

Eccezion fatta per le situazione estreme in cui la sopravvivenza stessa è messa a rischio, tutti ci sentiamo rassicurati dalla prevedibilità, anche quando non è poi così piacevole.

Tutti siamo consapevoli che il nostro ambiente, tutto sommato ci ha generato, ci ha permesso di crescere e di trovare spesso piccole soddisfazioni, piccoli ambiti di piacere e di gratificazione. Se così non fosse, probabilmente non saremmo neanche nella condizione di poterlo raccontare.

In questo quadro si insinua il sospetto che il cambiamento possa anche non andare nella direzione auspicata.... ed in effetti, in questo senso non abbiamo garanzie, entriamo in una dimensione altra, che non possiamo prevedere con sicurezza, e questo per tutti è destabilizzante, per alcuni particolarmente angosciante.
 

Per i pazienti di Lowen, innalzare il livello di energia significava entrare in una realtà completamente nuova e sconossciuta, nella quale si facevano strada interrogativi terrificanti:

  • cosa sta succedendo?

  • e' qualcosa di buono, o qualcosa di brutto?

  • il mio corpo può contenere tutta questa energia, o ne verrà sopraffatto?

Ma la questione non si riduce solo a questo. Aumentare il livello di energia significa anche SENTIRE di più... e diciamocelo, le persone non sono così contente di sentire intensamente.

Se questo può essere emozionante in ambito affettivo e sessuale, tuttavia ci rimanda un'immagine di grande vulnerabilità. Quando immaginiamo di sentire intensamente le nostre emozioni immaginiamo subito di sentire il dolore, la vergogna, la rabbia...
 

Potrei dire tante cose che in questa professione ho imparato.. sulle risorse insite in queste emozioni così demonizzate nella nostra cultura, o sulle conseguenze di questo tentativo di tenerle relegate in cassetti stagno ben stipati nelle profondità del nostro essere, ma credo che questo sia l'oggetto di un lavoro terapeutico lento e profondo... e che appunto le cose vanno SENTITE, più che lette... e più anche che comprese.

Vanno comprese nella nostra totalità... cognitivamente e nel corpo...

Non molto tempo fa ero più diretta ed energica nell'affrontare questo genere di situazioni.

Oggi ho molto rispetto per la paura, e per la persona che ha paura. Credo che la chiave del percorso sia nella gradualità e nella costanza, lasciando al corpo il tempo di adattarsi a dei microcambiamenti, che in successione diventano sempre meno micro...

Riconoscendo alla persona il potere di riconoscere di volta in volta la lunghezza del passo che può compiere, rassicurandola che prima di tutto sentire, significa sentire la forza nelle proprie gambe, che possono fare quel passo e reggerla bene in piedi... 
                                                                                                                                                                                      

 

 

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